Statuto

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY LA SALAMANDRA MANTOVA

(come modificato dall’Assemblea dei Soci del 18/06/2012)

Art 1 (Costituzione)

E’ costituito con sede in Mantova, in Piazza Tom Benetollo n. 1, il Comitato provinciale Arcigay “La Salamandra” Mantova.
Il Comitato è un’Organizzazione di Volontariato, senza fini di lucro, che opera per la costruzione di una società laica e democratica in cui le libertà individuali e i diritti umani e civili siano riconosciuti, promossi e garantiti senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e ogni altra condizione personale e sociale e in cui la personalità di ogni individuo possa realizzarsi in un contesto di pace e di sereno rapporto con l’ambiente sociale e naturale.

Esso aderisce all’Arcigay e alla Federazione ARCI – Associazione Nazionale di Cultura Sport e Ricreazione, riconosciuta con il D.M. del 2 agosto 1967 n.1017022/12000A, di cui condivide le finalità statutarie.

Art.2 (valori)

I valori su cui si fonda l’azione di Arcigay sono:

il rispetto e la promozione dei diritti umani e civili;

la laicità e la democraticità delle istituzioni;

l’inclusione sociale di ogni persona e il rifiuto di ogni discriminazione;

il sereno rapporto fra ogni individuo e l’ambiente sociale e naturale;

la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la non violenza, la pace, il rifiuto di ogni totalitarismo;

la democrazia interna, la partecipazione delle socie e dei soci alla vita dell’associazione, latrasparenza dei processi decisionali.

Art. 3 (scopi)

Arcigay si impegna in modo specifico a:

creare le condizioni per l’affermazione della piena realizzazione e della piena visibilità di ognipersona gay, lesbica, bisessuale e transgender;

combattere il pregiudizio, le discriminazioni e la violenza in ogni loro forma, anche attraverso laformazione è l’aggiornamento di volontari e delle volontarie, operatori sociali, educatori ed
insegnanti, lavoratori pubblici e privati;

fornire servizi di supporto socio-psicologico, esistenziale, di promozione della salute, linee ditelefono amico;

promuovere la socializzazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali attraverso attività e struttureaggregative e ricreative;

promuovere una maggiore consapevolezza sui temi dei diritti civili, del superamento del pregiudizioe della lotta alle discriminazioni nell’opinione pubblica tramite l’intervento sui mass media e
l’attivazione di propri strumenti e occasioni di informazione

lottare per l’abolizione di ogni forma di discriminazione normativa relativa all’orientamento sessualee all’identità ed espressione di genere e per il pieno riconoscimento legale dell’uguaglianza dei
diritti delle coppie lesbiche e gay;

essere forza di pressione verso le istituzioni e le forze politiche affinché siano messe in atto buonepratiche antidiscriminatorie, supporti all’azione dell’associazione;

costruire un dialogo e realizzare alleanze con le altre associazioni, i sindacati, le forze sociali e i movimenti al fine di rafforzare la lotta contro le discriminazioni e i pregiudizi e contribuire ad un ampliamento della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli individui;

sostenere le azioni e le rivendicazioni delle persone bisessuali e transgender e del movimento delle donne;

promuovere l’inserimento sociale e la valorizzazione delle persone con HIV, favorendone il lavoro e la presenza a tutti i livelli dell’associazione;

combattere le discriminazioni verso le persone affette da malattie sessualmente trasmissibili con particolare riferimento all’HIV;

promuovere una sessualità libera, consapevole e informata. Favorire l’educazione sessuale e la conoscenza e la diffusione delle pratiche di sesso sicuro.

L’Associazione, per il perseguimento delle proprie finalità si avvale prevalentemente e in modo determinante dell’apporto libero, spontaneo e gratuito dei propri soci e delle proprie socie. È vietato qualsiasi rapporto professionale di tipo patrimoniale tra l’associazione e i propri aderenti.

Art.4 (Domanda di ammissione)

Ad Arcigay possono aderire le persone fisiche, che abbiano compiuto sedici anni di età, presentando domanda scritta dì ammissione al Presidente del Comitato provinciale. La domanda di adesione degli aspiranti soci minorenni deve essere sottoscritta da persona dotata di patria potestà.
Con la richiesta di ammissione si dichiara di conoscere e voler rispettare il presente statuto e le deliberazioni legittimamente prese dagli organi sociali.

Il Direttivo conferma l’adesione entro trenta giorni. In caso di mancata risposta nei termini previsti, vige la regola del silenzio-assenso.
La presentazione della domanda di ammissione dà diritto immediato a ricevere la tessera sociale.
La tessera è di proprietà di Arcigay.

Il rifiuto di iscrizione di un aspirante socio va motivato per iscritto; la persona non ammessa è tenuta restituire la tessera sociale, ma può chiedere per iscritto che la sua domanda venga valutata dal Collegio nazionale dei Garanti, secondo le regole e nei tempi stabiliti nello Statuto nazionale di Arcigay.
Le somme versate per la tessera sono rimborsabili esclusivamente nel caso in cui l’iscrizione non vada a buon fine.

Art. 5 (Associati)

Tutti i soci e le socie godono degli stessi diritti e sono sottoposti ai medesimi obblighi.
Tutti i soci hanno il dovere di collaborare per il conseguimento dello scopo sociale e di tenere un comportamento che non crei danni all’associazione.
Ogni socio ha il dovere di pagare la quota associativa, nella misura e con le modalità deliberate dall’Assemblea; la quota sociale è intrasmissibile e non rivalutabile e non può esserne richiesta la restituzione in caso di esclusione o recesso del socio dall’associazione.
Ogni socio ha il diritto di essere informato e di partecipare all’attività sociale, di prendere visione dei libri sociali.
Ogni socio ha altresì facoltà di appellarsi per ogni questione al Collegio nazionale dei Garanti.
Tutti i soci maggiorenni, purché in regola col versamento della quota sociale annuale, godono del diritto di votare in assemblea e di candidarsi per le cariche sociali.
Gli aderenti non possono intrattenere alcun rapporto di lavoro autonomo o subordinato, né altro rapporto dal contenuto o con effetti patrimoniali, con l’associazione.

Gli aderenti possono essere rimborsati, nei limiti e con le modalità preventivamente fissate dal Consiglio Direttivo o dal Congresso provinciale, delle spese effettivamente sostenute nello svolgimento dell’attività, purché documentate.
Del Comitato fanno parte le socie ed i soci Arcigay residenti nella provincia di Mantova e quelle socie e quei soci che richiedano, al momento dell’iscrizione, di essere iscritte a questo Comitato provinciale, anche se diverso da quello competente in base alla residenza.

Il Consiglio nazionale Arcigay, inoltre, può attribuire l’iscrizione a questo Comitato provinciale alle socie e ai soci residenti in altre province qualora e fino a quando le stesse resteranno prive di un proprio Comitato provinciale.

Art. 6 (Organizzazione interna)

Il Comitato provinciale “La Salamandra” Mantova si articola internamente secondo propri criteri per il perseguimento degli obiettivi statutari propri nel pieno e nel rispetto del Statuto nazionale di Arcigay. L’associazione garantisce il massimo apporto dei soci ed delle socie alla formazione della propria linea politica, dei programmi, delle decisioni, nonché della verifica sull’attuazione delle stesse. Per questo, in ogni istanza, deve essere garantita partecipazione democratica, con piena libertà di espressione sulle questioni poste all’ordine del giorno, favorito il dibattito ed il confronto delle idee, garantito il rispetto delle opinioni politiche, delle convinzioni ideologiche e religiose di ciascuno e di ciascuna, rispettata la manifestazione di dissensi sulle decisioni prese, assicurata la circolazione di tutte le informazioni.

Tutti gli atti e i registri del Comitato sono pubblici e consultabili da tutti i soci e socie.
Le cariche associative sono elettive e le attività sono svolte in forma volontaria, libera e gratuita dai soci e dalle socie.
In casi di particolare necessità l’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo di persone non socie.

Art. 7 (Obbligazioni)

Il Comitato risponde con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte in suo nome e per suo conto, nel rispetto delle norme del presente statuto, dagli organi sociali, salvo quanto disposto dalla legge.

Art. 8 (Cessazione del rapporto associativo)

Il rapporto associativo cessa per i seguenti motivi;

a)  recesso;

b)  esclusione;

c)  morte.

Le socie ed i soci che intendano recedere dall’associazione devono darne comunicazione scritta alla o al Presidente del Comitato provinciale. Il recesso viene formalizzato dal Consiglio direttivo nella sua prima riunione utile. Il recesso avviene senza oneri per il socio.
Il Consiglio direttivo del Comitato può escludere una socia o un socio con deliberazione motivata quando non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni e alle deliberazioni prese dagli organi sociali.

L’esclusione è decisa dal Consiglio direttivo a maggioranza assoluta dei membri.
Una socia o un socio può anche essere escluso dal Consiglio Nazionale Arcigay a norma dell’articolo 22 dello Statuto Nazionale di Arcigay.
Le socie ed i soci esclusi possono ricorrere contro il provvedimento di esclusione al Collegio nazionale dei Garanti, secondo quanto stabilito nello Statuto nazionale Arcigay. Il Collegio dei Garanti decide in via definitiva.

Art. 9 (Organi sociali)

Sono organi del Comitato:

Il Congresso Provinciale (ordinario e straordinario);

Il Consiglio Direttivo;

Il Presidente;

Il Collegio dei Revisori dei Conti.

Art. 10 (Congresso Provinciale)

Il Congresso Provinciale è organo sovrano ed è il massimo organo deliberativo del Comitato provinciale.
La convocazione del Congresso Provinciale va affissa all’ interno dei locali dell’associazione e in tutte le sedi delle Associazioni affiliate presenti sul territorio provinciale, almeno 20 giorni prima della data dello stesso e tramite tutti gli altri mezzi (anche elettronici) ritenuti idonei a garantire la partecipazione di ciascun socio.
Il Congresso Provinciale è convocato dal/la Presidente del Comitato provinciale:

a)  annualmente secondo quanto stabilito dal seguente art. 11;

b)  almeno ogni tre anni e, comunque, tutte le volte che viene convocato il Congresso nazionale, per

eleggere i propri delegati;
c) quando viene richiesto con ordine del giorno motivato da un 1/5 dei soci e delle socie o 1/10 qualora il numero dei essi sia superiore a 500.
Le deliberazioni del Congresso Provinciale devono essere riportate su apposito libro dei verbali.

Art. 11 (Congresso Provinciale ordinario)

Il Congresso Provinciale ordinario è convocato dal/la Presidente (ovvero, in assenza o impedimento, dal/la Vicepresidente o dal Consigliere anziano); ad esso spetta:

a)  discutere e approvare il progetto associativo;

b)  eleggere ogni tre anni, e comunque secondo le scadenze e modalità descritte negli artt. seguenti,

il/la Presidente, il Consiglio direttivo e il Collegio dei Revisori dei conti;

c) approvare le linee generali del programma triennale di attività;
d) approvare, nel periodo intercorrente, di norma, fra il 15 gennaio e il 31 marzo di ogni anno il bilancio preventivo, l’ammontare della quota sociale annua e il connesso programma annuale di attività, nel rispetto di quanto stabilito dal programma triennale di attività;
e) approvare annualmente, nel periodo intercorrente come sopra, il bilancio consuntivo e il connesso rendiconto delle attività svolte;

f)  adottare tutte le altre decisioni sottoposte dal Consiglio direttivo;

g)  discutere ed approvare le proposte di modifica dello Statuto provinciale, quando le relative mozioni

siano presentate in concomitanza della convocazione o dello svolgimento del Congresso ordinario, fatto salvo quanto ulteriormente previsto dal successivo art. 12;
In prima convocazione, il Congresso provinciale ordinario è regolarmente costituito con la presenza di metà più uno dei soci e delle socie, mentre in seconda convocazione è regolarmente costituito qualunque sia il numero degli/delle intervenuti/e.
Il Congresso provinciale ordinario delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti dei soci e delle socie maggiorenni presenti su tutte le questioni poste all’ordine del giorno.
Le votazioni del Congresso provinciale possono svolgersi a scrutinio segreto con richiesta di almeno un quinto dei presenti o 1/10 qualora il numero dei presenti sia superiore a 500.

Art 12 (Il Congresso provinciale straordinario)

Il Congresso provinciale straordinario è convocato regolarmente costituito in prima convocazione con la presenza di almeno 2/3 degli soci aderenti e regolarmente iscritti alla data di svolgimento, ed in seconda convocazione qualunque sia il numero dei convenuti, salvo quanto previsto in caso di scioglimento dell’Associazione.

Il Congresso provinciale straordinario:
a) modifica lo statuto dell’associazione, su proposta del Consiglio Direttivo o di almeno un terzo degli aderenti;

b)  delibera lo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione e la devoluzione del suo patrimonio;

c)  procede elezione dei delegati al Congresso nazionale di cui al precedente art. 10 e all’elezione delle

cariche sociali di cui al successivo art. 13, ultimo comma.
Il cambiamento della sede dell’Associazione non necessita dei quorum deliberativi di cui al primo comma del presente articolo.

Art. 13 (Consiglio Direttivo)

Il Consiglio direttivo eletto dal Congresso provinciale ordinario resta in carica 3 anni.
Il Consiglio direttivo è composto da un minimo di 5 a un massimo di 7 consigliere o consiglieri eletti fra i soci, in modo che, includendo il Presidente, il totale dia un numero dispari. (5bis) All’interno del Consiglio direttivo vengono individuati una/un Vice-presidente, una/un Segretario ed una/un Tesoriere.
In caso di dimissioni di uno o più delle consigliere o dei consiglieri, la/il Presidente provvede alla reintegrazione del Consiglio per cooptazione. La cooptazione deve essere ratificata dal primo Congresso provinciale ordinario.
In caso di dimissioni dell’intero Consiglio, la/il Presidente procede a convocare il Congresso provinciale straordinario.

Art. 14 (Riunione del Consiglio direttivo)

Il Consiglio direttivo si riunisce ogni qualvolta lo ritenga necessario la/il Presidente, o ne facciano richiesta almeno 1/3 delle o dei consiglieri.
La seduta è valida se costituita dalla presenza della metà più 1 delle o dei consiglieri.

Art. 15 (Compiti del Consiglio direttivo)

Il Consiglio direttivo:
a) redige i programmi di attività sociale previsti dallo statuto sulla base delle linee approvate dal Congresso Provinciale;

b)  cura l’esecuzione delle deliberazioni del Congresso provinciale;

c)  redige i bilanci;

d)  stipula tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all’attività sociale;

e)  redige il regolamento di funzionamento del Consiglio direttivo ed ogni altro regolamento che ritiene

necessari per le attività dell’associazione, da sottoporre all’approvazione del Congresso;

f)  delibera circa l’ammissione, la sospensione, la radiazione e l’espulsione di socie e soci;

g)  favorisce la partecipazione di socie e soci alle attività dell’associazione.

Art. 16 (Presidente)

La/il Presidente, eletto/a ogni tre anni dal Congresso provinciale ordinario, rappresenta l’Arcigay nel territorio provinciale di competenza, ha funzioni di rappresentanza legale del Comitato provinciale ed assicura il regolare funzionamento degli organi di direzione e ne convoca e ne presiede le riunioni.

Ha facoltà di delega alla firma di atti legali, convenzioni o contratti.
In caso di necessità ed urgenza può compiere atti di straordinaria amministrazione che devono essere ratificati dal Consiglio Direttivo nella prima riunione successiva. Il Presidente riferisce al Consiglio Direttivo in merito all’attività compiuta.

Art. 17 (Vicepresidente)

In caso di dimissioni o impedimento permanente della o del Presidente, la/il Vice-presidente in accordo con il Direttivo, convoca, entro e non oltre tre mesi, un Congresso straordinario per procedere all’elezione di una o un nuovo Presidente.

Art. 18 (Segretario)

Il segretario è colui che ha il compito di organizzare praticamente le attività di ufficio del Comitato provinciale in accordo con la/il Presidente. Redige i verbali delle riunioni del consiglio dell’assemblea ordinaria e straordinaria e del congresso provinciale. Compila e conserva il libro soci ed ogni altro libro previsto dal regolamento interno. Coadiuva il Presidente e/o il Vicepresidente nell’esercizio delle sue funzioni.

Art. 19 (Tesoriere)

Il Tesoriere ha il compito di tenere la contabilità dell’organizzazione, effettuare i pagamenti e procedere agli incassi dei proventi, tenere la cassa e intrattenere i rapporti con le Banche. In collaborazione con il Presidente redige il Bilancio consuntivo e il budget preventivo annuali da sottoporre all’approvazione del Consiglio Direttivo, all’esame del Collegio dei Sindaci Revisori e all’Approvazione del Congresso Provinciale. Trimestralmente il Tesoriere redige una relazione di cassa da illustrare al Consiglio direttivo.

Il potere di firma presso gli Istituti di credito è di competenza del Presidente e del Tesoriere congiuntamente. Nel caso il Presidente e il Tesoriere lo ritenessero opportuno potranno disporre che il potere di firma possa essere disgiunto, mantenendone comunque in solido la responsabilità. La tesoreria è unica per tutte le operazioni effettuate del Comitato a meno che norme legislative non impongano diversamente.

Art. 20 (Collegio dei revisori dei conti)

Il Collegio dei Sindaci revisori dei conti viene eletto ogni tre anni dal Congresso provinciale ordinario e si compone di due membri effettivi ed un supplente ed elegge al suo interno una o un Presidente.
La carica di revisore è incompatibile con qualsiasi altra carica associativa.
La/il Presidente del Collegio può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo senza diritto di voto.

Il Collegio si riunisce ordinariamente una volta all’anno, convocato dalla sua o dal suo Presidente, per controllare il bilancio consuntivo redatto dal Consiglio direttivo.
Il Collegio, verificato l’andamento dell’amministrazione, la regolare tenuta delle scritture contabili e la corrispondenza dei bilanci alle stesse, riferisce all’assemblea con relazioni scritte, trascritte nell’apposito registro dei revisori dei conti.

Art. 21 (Patrimonio)

Il patrimonio sociale è indivisibile ed è costituito:

a)  dalle quote associative versate ogni anno dalle socie e dai soci;

b)  dall’eventuale patrimonio mobiliare e immobiliare di proprietà dell’Associazione

c)  dai contributi pubblici e privati, dalle erogazioni e lasciti diversi;

d)  da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio

e) da ogni provento previsto e permesso dalla L n. 266/1991 (“Legge quadro sul Volontariato).
I proventi delle attività dell’associazione non possono in nessun caso essere divisi tra le socie e i soci.

Art. 22 (Bilancio)

Il bilancio consuntivo comprende l’esercizio sociale dal 1 Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno e deve essere presentato per l’approvazione al Congresso Provinciale ordinario entro il 31 marzo dell’anno successivo.
Il bilancio consuntivo può essere consultato da ogni socia o socio prima della sua approvazione.
Gli eventuali utili netti risultanti dal bilancio approvato saranno interamente reinvestiti nell’Associazione per il perseguimento delle finalità sociali. simbolo;

Art. 23 (Commissariamento dell’Associazione)

Qualora l’Associazione non riuscisse a svolgere le sue attività ordinarie e a perseguire le finalità statutarie a causa dell’inattività o della cattiva gestione del Consiglio direttivo o di dissidi interni alle socie e ai soci, che appaiano gravi, la Segreteria nazionale, sentito il Collegio dei Garanti, può procedere al commissariamento del Comitato.

I commissari nominati svolgono tutte le attività ordinarie proprie del Consiglio direttivo e dei suoi componenti. Entro sei mesi dalla loro nomina, i Commissari convocano un Congresso Provinciale ordinario che elegge il Presidente e il nuovo Consiglio direttivo.

Art. 24 (Scioglimento del Comitato)

Lo scioglimento del Comitato è deliberato dal congresso provinciale con il voto favorevole di almeno 3/4 delle socie e dei soci.

Art. 25 (Destinazione del residuo)

In caso di scioglimento dell’associazione il Congresso Provinciale delibera con la maggioranza prevista dall’articolo 26 sulla destinazione del patrimonio residuo, dedotte le passività, per uno o più scopi stabiliti dal presente statuto, che comunque è devoluto ad associazioni di volontariato che operino per gli stessi scopi.

Art. 26 (Marchio)

Arcigay è la denominazione dell’Associazione e suo simbolo e marchio è il cavallo alato detto “Pegaso” accompagnato dal nome dell’associazione, così come riportato in figura.

Il simbolo di norma è accompagnato dalla dicitura “associazione lesbica e gay italiana” e può essere utilizzato esclusivamente da Arcigay e dalle Associazioni ad essa affiliate.
L’uso del nome e del simbolo pertanto è tassativamente precluso a qualsiasi soggetto che non faccia parte di Arcigay o che comunque non sia stato dalla stessa a tanto autorizzato.

Il Comitato provinciale, le socie e i soci si impegnano a

a)  diffondere i principi dell’Associazione collegandoli costantemente al suo nome e al suo simbolo;

b)  utilizzare il nome e il simbolo in armonia con i valori e le finalità espresse nello Statuto;

c)  tutelare il nome e il simbolo dell’Associazione, vigilando affinché non vengano mai fatti oggetto di

scherno, offesa o minaccia e denunziando qualsiasi uso contrario ai suoi fini.
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Art. 27 (Logo)

Il Comitato provinciale sceglie di affiancare al marchio Arcigay, il logo rappresentato nella figura.

Esso è composto da una salamandra, color pantone 032, sovrapposta ad un’altra salamandra, in negativo, inserita in un semicerchio color pantone 032; al di sotto la scritta LA SALAMANDRA, con carattere Gill Sans e pantone. 032, sormontata dalla scritta ARCIGAY, con carattere Gli Sans e colore nero.
Per questo logo valgono le stesse regole d’uso e gli stessi divieti descritti nei confronti del marchio Arcigay. Sul rispetto di queste regole vigila il Comitato provinciale.

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Art. 28 (Disposizioni finali)

Per quanto non previsto dal presente statuto, valgono le disposizioni dello statuto di Arcigay nazionale e, per quanto non previsto da questo, le disposizioni del Codice Civile e delle leggi vigenti in materia.

Mantova, 18 giugno 2012

 

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